Partendo da questa affermazione, Alessandro Zoppi presenta una selezione di opere in vetro che raccontano l'evoluzione e il grande cambiamento della produzione vetraria nel Novecento. Dopo la rinascita dell'industria muranese alla fine del XIX secolo, le vetrerie, ormai forti di una tecnica di esecuzione eccellente ma ancora legate esteticamente ai virtuosismi decorativi ottocenteschi e a forme classiche ormai superate, avvertono l'esigenza di un rinnovamento. Questo è anche influenzato dalle correnti artistiche d'avanguardia internazionali dell'inizio del secolo, che rompono drasticamente con l'estetica ancora in voga nei primi decenni del Novecento.
L'opera artigianale si trasforma in opera d'arte
Con Vittorio Zecchin, all'inizio degli anni '20, la rottura è netta: forme semplici, essenziali, abbandono della palette multicolore tipica della fine dell'Ottocento per concentrarsi su nuove forme dai colori tenui, tonalità leggere che evocano la luce e i riflessi tipici di Venezia
Con Vittorio Zecchin, all'inizio degli anni '20, la rottura è netta: forme semplici, essenziali, abbandono della palette multicolore tipica della fine dell'Ottocento per concentrarsi su nuove forme dai colori tenui, tonalità leggere che evocano la luce e i riflessi tipici di Venezia.
A partire dagli anni '20 si entra nel pieno del Novecento e nasce la figura del designer o direttore artistico, che, accanto agli abilissimi maestri vetrai, è focalizzato sulla sperimentazione di nuove tecniche vetrarie e sull'ideazione di forme innovative per opere d'arte.
Vittorio Zecchin, Archimede Seguso, Carlo Scarpa, Flavio Poli e altri protagonisti del Novecento sono al centro di questa trasformazione, come testimoniato dalla mostra.
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Chiuso per pausa pranzo dalle 13.30 - 15.00