Per celebrare la decima edizione di The Venice Glass Week, quest’anno Murano Illumina il Mondo si svolgerà dal 13 settembre al 1 novembre 2026, in concomitanza con il festival. Evento di punta della manifestazione dedicata al vetro, riunirà artisti e designer internazionali di grande fama, che collaboreranno con alcune delle migliori vetrerie muranesi.

    Per l’occasione, Piazza San Marco, cuore di Venezia, si trasforma in un percorso espositivo diffuso, dove il vetro dialoga con l’arte e l’architettura della città. Sotto gli archi delle Procuratie Vecchie, dodici installazioni luminose inedite offriranno al pubblico una lettura innovativa di uno degli oggetti più rappresentativi della tradizione veneziana: il lampadario.

    Gli artisti e i designer sono stati selezionati da un Comitato Scientifico composto da Rosa Barovier Mentasti, storica del vetro, David Landau, Trustee di Pentagram Stiftung, Chiara Squarcina, Direttrice Scientifica della Fondazione Musei Civici di Venezia, Sarah Nichols e Jean-Luc Olivié, curatori, Luca Massimo Barbero, Direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Cini, e l’esperta in vetro di Murano del XX secolo Giordana Naccari.

    Il coordinamento della produzione e in particolare il rapporto tra artisti e fornaci è stato affidato a Matteo Silverio.

    Opere, Artisti, Maestri e Fornaci

    Arthur Duff, in collaborazione con Nicola Moretti Murano e Vetrerie Artistiche Murano di Stefano Bullo, firma Hand under hand: un lampadario composto da diciannove lastre di vetro sovrapposte, attraversate dalla luce che filtra tra strati di colore fusi ad alta temperatura. Ogni elemento riproduce la forma di una mano aperta, trasformata da strumento a traccia luminosa. Ripetuta lungo la struttura, la mano diventa simbolo della trasmissione del sapere e del lavoro artigianale, rendendo omaggio alla cultura vetraria di Murano e al dialogo tra le generazioni che ne custodiscono la tradizione.

    Cerith Wyn Evans, insieme a NEON Line – Jakob Noack e Idea Murano, presenta G=A=R=L=A=N=D (Garland – a Vessel…): un lampadario ispirato ai modelli Rezzonico a forma di nave, attorno al quale fluttua una ghirlanda di caratteri luminosi in krypton. Gli ideogrammi giapponesi evocano immagini di stelle, onde, fiori e correnti, trasformando l’opera in una composizione poetica sospesa tra linguaggio, luce e navigazione. Il vetro e il neon dialogano in un equilibrio delicato, dando forma a un viaggio simbolico che intreccia memoria veneziana e immaginario contemporaneo.

    La Norman Foster Foundation, con Salviati, reinterpreta il lampadario veneziano con Venetian Chandelier: un’installazione site-specific in vetro che mette in dialogo il patrimonio storico di Venezia con una visione progettuale contemporanea. Composta da una struttura di bracci organici che culminano in elementi luminosi soffiati, l’opera esplora il vetro come materiale al tempo stesso strutturale ed espressivo. Frutto dell’incontro tra l’innovazione progettuale della Fondazione e la maestria dei maestri muranesi, il lampadario celebra la tradizione artigianale guardando al futuro attraverso luce, leggerezza e sperimentazione.

    Xavier Le Normand, in collaborazione con Julia Jacqueminet e Componenti Donà, presenta un lampadario monumentale che unisce ricerca artistica e sperimentazione progettuale contemporanea. Ispirata alla serie Cities, l’opera richiama forme architettoniche come torri e colonne di basalto, reinterpretandole attraverso una composizione luminosa dalle tonalità primaverili. Frutto dell’incontro tra la ricerca dell’artista e la maestria della fornace muranese, il progetto combina il sapere artigianale con innovativi elementi progettati in 3D, dando vita a un’opera che celebra il dialogo tra tradizione, innovazione, luce e vetro.

    AL_A, insieme a Yalos Murano, firma Ripple: un lampadario composto da un disco circolare in vetro colato, attraversato da nervature concentriche che richiamano le increspature generate dall’acqua. Due elementi curvi in vetro intersecano la composizione in direzioni opposte, interrompendone delicatamente la geometria circolare e creando una struttura a croce. Attraverso il gioco di riflessi e rifrazioni sulla superficie, l’opera trasforma la luce in una presenza dinamica, evocando il movimento dell’acqua pur nella sua assoluta immobilità.

    Felekşan Onar, in collaborazione con Vetreria Artigiana Guiman e Mandruzzato Murano Glass, presenta Passagi: un lampadario sospeso ispirato alla rete di ponti e passaggi che caratterizza Venezia. Derivata dalla serie 41X, l’opera è composta da elementi in vetro che reinterpretano la forma del ponte, ripetuti come frammenti di un insieme più ampio. Sospesa a un’unica struttura ad arco e illuminata indirettamente, la composizione trasforma la luce in un paesaggio architettonico che riflette sui temi della connessione, del movimento e dell’incontro tra luoghi, culture e comunità, celebrando Venezia come città di scambio e attraversamento.

    Chiara Dynys, insieme a Seguso Gianni, firma Angels Save Venice: un lampadario che richiama la forma irregolare di un bozzolo, ricoperto da ali in vetro colorato ispirate agli archetipi degli angeli. Illuminata dall’interno, l’opera trasforma il bozzolo in una presenza luminosa che evoca al tempo stesso la metamorfosi della natura e una dimensione spirituale. Le ali vibrano con la luce, diffondendo riflessi cromatici nello spazio e celebrando Venezia e Murano come luoghi in cui la tradizione del vetro continua a irradiare bellezza, speranza e rinascita.

    Pierre Charpin, con Simone Cenedese Murano, presenta Tubi or not tubi: un lampadario che reinterpreta l’archetipo del classico lampadario a sospensione attraverso un linguaggio essenziale e contemporaneo. La struttura metallica a tre livelli accoglie elementi tubolari in vetro soffiato colorato, dalle estremità arrotondate, ispirati a un precedente progetto dell’artista. Il risultato è un’opera che coniuga rigore formale e leggerezza, valorizzando la tradizione del vetro muranese con una ricerca progettuale dal carattere minimale e senza tempo.

    Tristano di Robilant, in collaborazione con Vetreria Anfora, firma PAX eT BONUM: un lampadario che rende omaggio a San Francesco d’Assisi nell’ottocentesimo anniversario della sua morte. Ispirata alle corde e ai nodi del saio francescano, l’opera è composta da elementi in vetro soffiato realizzati in due diverse tonalità di ambra. Attraverso un linguaggio essenziale e simbolico, il lampadario intreccia spiritualità, memoria e tradizione muranese, evocando il profondo legame tra il Santo, Venezia e la storia artistica della città.

    Bethan Laura Wood, insieme a GAMBARO&TAGLIAPIETRA, presenta Taiko: un lampadario ispirato all’omonimo tamburo tradizionale giapponese, concepito come una presenza scenica capace di definire lo spazio attraverso la luce. La composizione di volumi geometrici dialoga con una ricca lavorazione del vetro muranese, che combina canne trasparenti e opache, murrine create dal maestro Matteo Tagliapietra, filigrana e reticello. L’opera fonde forza plastica e raffinatezza decorativa, celebrando l’incontro tra l’antica tradizione artigianale veneziana e una visione contemporanea del design.

    Richard Meitner, in collaborazione con Wave Murano Glass e Freddie Hong, firma ANYTHINK: un lampadario in vetro opalino bianco soffiato che unisce la tradizione muranese a un avanzato sistema di illuminazione LED programmabile. La luce, capace di trasformarsi attraverso variazioni cromatiche controllate, rende l’opera una presenza dinamica e mutevole, in cui innovazione tecnologica e maestria artigianale dialogano per ridefinire il linguaggio contemporaneo del lampadario in vetro.

    Halo nasce da una visione poetica e futuristica in cui la luce diventa il punto d’incontro tra materia, forma e significato. Il nome Halo trae origine dal concetto di alone di luce: quel bagliore soffuso ed etereo che si crea attorno a una sorgente luminosa, avvolgendo lo spazio circostante in un’atmosfera magica e sospesa. Il design dell’opera racconta una storia di profonda sinergia, espressa attraverso una meticolosa combinazione di materiali. In Halo, il vetro e il metallo dialogano per dare forma a un futuro ideale: un domani in cui la tecnologia sostiene con grazia la natura, generando un bagliore d’incomparabile armonia.

    Murano Illumina il Mondo 2025, ph. Massimo Pistore

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