Boldizsár Lukácsi has won the second edition of the Premio The Studio – Corning Museum Of Glass per The Venice Glass Week Hub…
Il Premio Fondazione di Venezia per The Venice Glass Week, giunto alla sua sesta edizione, è stato assegnato alla mostra Shape of Silence. Tanja Pak, curata da Francesca Giubilei a SPARC* – Spazio Arte Contemporanea e orgaizzata da VeniceArtFactory. Il progetto è stato premiato dalla giuria “per la capacità di esplorare, con sensibilità poetica e rigore tecnico, i limiti del vetro, intesi sia come margini fisici della materia, sia come possibilità estreme del mezzo espressivo. Attraverso un suggestivo dialogo tra materia, paesaggio e processi di trasformazione, la mostra esprime l’eterno anelito dell’uomo al ricongiungimento con la natura, oggi più vivo che mai, evocando i ghiacci del polo attraverso il calore della fornace.”
La Giuria – composta da Jean Blanchaert, Giovanna Palandri e Paola Marini – ha inoltre attribuito tre Menzioni speciali. Queste sono andate a Simone Crestani per la mostra Time Consumed a Palazzo Contarini Polignac – Magazzino Gallery, progetto che “ha dato forma allo scorrere inesorabile del tempo, trasformando una tavola imbandita per due e il suo rigoglioso giardino fiorito in una potente metafora della transitorietà della vita”; a due progetti organizzati e promossi con il Comitato per la Salvaguardia dell’Arte delle Perle di Vetro Veneziane, Perle di Luce di Mattia Gaido e Re-Blooming nella Laguna di Holly Parr e Marisa Convento “per il loro significativo contributo alla salvaguardia e alla trasmissione dell’Arte delle Perle di Vetro Veneziane, esprimendo attraverso la creazione artistica, la documentazione e la partecipazione la passione e la dedizione della comunità veneziana delle perlere”; e al progetto Glass Bridge. From Murano to the World: Glass as an Act of Cooperation, organizzato da Emmanuel Babled, Kukua e Shanga, con la Fondazione Musei Civici di Venezia e il Comune di Venezia alla Scuola del Vetro Abate Zanetti, “un percorso di scambio e condivisione che ha portato gli artigiani di Shanga a lavorare a Murano alla Scuola del Vetro Abate Zanetti. Qui hanno dato forma a un dialogo tra culture, saperi e tradizioni diverse, facendo del vetro uno straordinario strumento di inclusione, solidarietà e collaborazione”.