La luce riflette, rifrange e trasmette in modo diverso su ogni superficie, in modo più singolare sul vetro soffiato a mano, non esistono due bobine di Murano uguali. In questo caso il telaio è immaginario: intreccia luce, tempo e percezione dell'osservatore. Il "tessuto" risultante non è fissato a una superficie, è sospeso e si sposta a ogni angolazione e posizione.
Un millisecondo di luce. La luce percorre 300 km in un millisecondo, la distanza Roma–Firenze. Gli stessi 300 km di filo sono stati tessuti a mano, nel corso di settimane, in otto sfere di vetro di Murano giallo e otto sfere di filato. Il vetro si piega e restituisce la luce, trasformandosi; il filato non trattiene la luce, solo il tempo.
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