Nell’antro zeppo di ampolle, libri antichi, erbari e vecchi strumenti, spiccano i colori dell’installazione di Tristano di Robilant I Tre Alchimisti, specialmente prodotta per quest’occasione. Essa è composta da tre sculture soffiate a mano a Murano e può essere considerata una metafora in vetro della mente del ricercatore, che è nel contempo scientifica e finemente filosofica.
Uno dei tre pezzi, L’Alchimista Itinerante, fa riferimento all’esistenza peripatetica condotta dagli alchimisti, perpetuamente alla ricerca della formula per tramutare i metalli in oro - ma anche, in un senso più ampio, al cammino di trasformazione del Sé in uno stato più elevato della coscienza.
Le due sculture intitolate Gli Alchimisti d’ Oriente si riferiscono invece alla tradizione dell’alchimia cinese e alla sua ricerca dell’ immortalità. Ispirata alle figure di Xu Congshi e Chunyu Shutong (tradizionalmente uniti tra loro grazie al loro maestro Wei Boyang) che, secondo alcune fonti, erano i co-autori del primo trattato cinese di alchimia: Cantong Qi, a volte tradotto come La Regalità dei Tre. L’artista li raffigura qui idealmente come nuvole argentee sulla cima di una montagna color rubino e una verde smeraldo.
Nascosti tra gli antichi alambicchi, una serie di cinque Alambicchi Poetici (che distillano poesia) è invece presentata assieme ad alcune opere in vetro e legno denominate Pistilli Iconici, dall’artista Pico, alias della curatrice, come omaggio a suo padre, Eliseo Burati (1924 - 1986), eminente figura di ricercatore, farmacista, erborista, alchimista e pioniere della riscoperta delle terapie naturali in Italia fin dagli anni Cinquanta.
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La mostra è aperta fino al 06 Gennaio 2025